A due anni e mezzo dall’inizio della lavorazione, subito dopo la messa in onda della terza stagione, torna su Rai Uno “Doc – Nelle tue mani”. Nella quarta stagione, in onda da giovedì 1 ottobre, la serie si confronta con il Sistema Sanitario Nazionale, “uno dei tesori più preziosi del nostro Paese”, come lo definisce lo sceneggiatore Francesco Arlanch, che porterà Doc e tutti gli altri personaggi a misurarsi con sfide, ostacoli e dilemmi mai affrontati prima. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il dietro le quinte di questa nuova stagione.

1. Avete scelto il Sistema Sanitario Nazionale come tema portante di questa quarta stagione: quali sono le storie reali o gli spunti concreti da cui siete partiti per raccontare le sfide che il SSN affronta oggi?
“Le cronache di questi anni ci hanno offerto molti spunti: la riduzione dei posti letto; la carenza di personale, soprattutto di infermieri; le lunghe liste d’attesa per gli esami; la tensione fra parenti di pazienti e medici che sfocia in violenze in corsia… a partire da questi spunti abbiamo però cercato di andare alle radici dei problemi, per cercare non solo di denunciare una situazione critica ma anche di suggerire possibili rimedi, e offrire una speranza per il futuro”.
2. Il principio guida è stato “il paziente al centro, sempre” — in che modo questo si traduce concretamente nelle scelte narrative dei personaggi, soprattutto quando si trovano di fronte a dilemmi etici o professionali difficili?
“È stato molto naturale. È bastato ispirarsi alle scelte e ai dilemmi che i medici affrontano ogni giorno: se ho un solo letto disponibile e due persone da ricoverare quale scelgo? Se devo parlare con il parente di un paziente, ma so che questo potrebbe picchiarmi, cosa faccio? Se so che tanti si rivolgono all’ospedale inutilmente perché hanno problemi che potrebbero essere risolti da un medico di famiglia, come gestisco il mio tempo in corsia? Questo tema ci ha permesso di raccontare storie molto attuali e ricche di interessanti conflitti etici”.
3. Dalla vicenda di Pierdante Piccioni alla pandemia, fino agli intrecci fra sanità e politica: ogni stagione di Doc ha affrontato un pezzo di realtà italiana. Come è cambiato il vostro modo di raccontare la sanità in questi anni, e cosa pensate lascerà questa quarta stagione allo spettatore?
“Abbiamo sempre raccontato una Sanità che, nonostante pressioni fortissime come quella della pandemia, ha saputo reggere, svolgendo il suo servizio per i pazienti. In questa stagione mostriamo invece che il Servizio Sanitario è in serio pericolo e può reggere solo con il contributo di tutti: medici, dirigenti, pazienti, personale medico, amministratori, politici, contribuenti… La speranza è che gli spettatori si rendano conto di aver ereditato un tesoro dalle generazioni che li hanno preceduti e che siano più consapevoli della necessità di sostenerlo e proteggerlo”.




