C’è una cosa che mi incuriosisce più di tutte quando penso a Sanremo 2027. Non è chi canterà. Non è nemmeno chi accompagnerà Stefano De Martino sul palco.La vera domanda è: che televisione vuole costruire De Martino attorno al Festival?
Perché questa volta non abbiamo semplicemente un nuovo conduttore. Abbiamo un conduttore che è anche direttore artistico. E questa differenza, secondo me, si sentirà.Il passaggio di consegne da Carlo Conti a Stefano De Martino è stato ufficializzato direttamente sul palco dell’Ariston durante la finale del 2026. E adesso arriva la parte interessante. Un Sanremo più giovane? Probabilmente sì.
Dalle prime indiscrezioni e dalle trattative in corso emerge una possibile trasformazione importante del rapporto tra Area Sanremo e Festival. L’ipotesi raccontata dalle testate giornalistiche è quella di eliminare la categoria delle Nuove Proposte dal Festival, dando maggiore spazio televisivo ad Area Sanremo e ai giovani, con una possibile valorizzazione televisiva della finale. E io questa cosa la trovo interessante.
Perché se Sanremo vuole continuare a rappresentare la musica italiana, deve necessariamente interrogarsi su come entrare nel futuro. Non possiamo avere un Festival che guarda soltanto alla tradizione. Ma attenzione…giovane non significa necessariamente moderno. E soprattutto: moderno non significa trasformare Sanremo in un gigantesco TikTok. Ed è qui che, secondo me, De Martino potrebbe giocarsi la partita più importante.
Stefano arriva da una televisione molto diversa da quella di Carlo Conti.Una televisione fatta di intrattenimento, improvvisazione, ritmo, interazione con il pubblico e soprattutto contaminazione tra linguaggi. Io mi aspetto quindi un Sanremo nel quale la musica rimanga centrale, ma dove aumenti la componente di show.Più contaminazione, più momenti sorprendenti, più ospiti capaci di generare un evento, più linguaggio social…e soprattutto…più ritmo.Perché il pubblico del 2027 non sarà disposto ad aspettare cinque minuti per arrivare al momento che gli interessa.
Lo abbiamo già detto in una CUCI PILLOLA precedente:oggi spesso non guardiamo più il programma. Guardiamo il momento.E Sanremo dovrà imparare a creare momenti capaci di vivere anche fuori dall’Ariston.Ed è quello che personalmente mi preoccupa di più. Sanremo è Sanremo proprio perché ha una sua identità.Se lo rendiamo troppo veloce, troppo social, troppo costruito per diventare virale… rischiamo di perdere quella magia che lo rende diverso da qualsiasi altro programma televisivo. Io vorrei vedere un Festival contemporaneo, non snaturato.
Uno spettacolo capace di parlare ai ragazzi senza smettere di parlare ai genitori.Capace di far discutere sui social senza essere costruito esclusivamente per i social.Capace di sorprendere senza inseguire necessariamente lo scandalo.Io credo che questa sia una delle sfide televisive più interessanti degli ultimi anni.Perché Stefano non deve dimostrare di essere Carlo Conti. Deve dimostrare di essere De Martino. E questa, secondo me, sarà la vera chiave del Festival 2027.
Se riuscirà a mettere dentro Sanremo la sua ironia, il suo ritmo, la sua capacità di stare con le persone e quella televisione più contemporanea che conosce bene…potremmo assistere a qualcosa di molto interessante. La mia previsione?Mi aspetto un Sanremo più giovane, più dinamico, più contaminato e più televisivo.
Ma con una condizione: la rivoluzione deve servire il Festival. Non il contrario.Perché cambiare Sanremo è facile. La vera difficoltà è cambiare Sanremo senza farci dimenticare perché lo amiamo da 76 anni. E allora vi lascio con il mio quesito su questo Sanremo 2027 : Stefano De Martino riuscirà a fare un Sanremo che abbia il suo volto… senza togliere al Festival il suo volto? Io, sinceramente, sono fiducioso e sono molto curioso di scoprirlo. E voi?




