Dal pennello di Eugenio alle vetrine di Lucia: quattro generazioni, un solo modo di guardare Novara.
Prima di essere un’ottica, Bonzanini è stata la bottega di un pittore. Eugenio, il fondatore, si formò all’Accademia Cignaroli di Verona e dipinse a Bucarest per la Casa Reale. Poi scelse Novara e appese un’insegna che già diceva tutto: Ottica, Fotografia, Cornici. Per lui guardare era scienza e arte insieme.


La città in bacheca
Suo figlio Umberto fu tra i primi in Italia a diplomarsi ottico, nel 1928, ma non lasciò mai la macchina fotografica. Fuori del negozio teneva delle bacheche, e i novaresi si fermavano a cercarsi dentro: i bambini che giocavano a pallone, le strade di ogni giorno, le immagini della Liberazione del 26 aprile 1945. Il negozio faceva da album di famiglia alla città intera.
Lenti tagliate a mano, una professione da conquistare
La terza generazione nasce da un incontro all’Accademia di Brera: Eugenio Alessandro e Rossana Bardini. Lui si diploma nel 1957 e ricorda un lavoro d’altri tempi, con il vetro tagliato col diamante e rifinito alla mola. Lei diventa una voce autorevole dell’optometria italiana e porta il visual training nel nostro Paese. Nel 1990 riceve il Soe Award a Montecarlo. Intanto lottano perché l’ottico optometrista venga riconosciuto come professionista. Negli anni ’70 la svolta: la fotografia va in un altro locale e il centro ottico si dedica interamente alla vista, con la “vendita da seduti”, pensata per far stare comodo il cliente.


Lucia, la quarta generazione
Lucia ha imparato qui prima ancora di saperlo: i compiti delle elementari li faceva tra una montatura e l’altra. Nel 2003 ha rifatto il negozio con grandi vetrine da terra a soffitto e arredi su rotelle, per cambiare scena quando vuole. Perché le sue vetrine sono perle di storytelling teatrale: durante le Olimpiadi uno sci prototipo del ’56, musica jazz per omaggiare il Festival cittadino, un manichino astronauta con gli occhiali di una vera missione spaziale.
Con lei un team in rosa
Al suo fianco ci sono altre due donne, optometriste, di nuova generazione, laureate alla Bicocca di Milano. “La laurea in optometria è recente, nata nel 2001. Senza dimenticare che ogni mattina arrivano anche papà e mamma, a sistemare i conti e spolverare gli strumenti”.
Cosa significa arrivare a cento anni? “Una gioia”, prosegue Lucia, “ma anche un bel peso da portare”. Il mestiere cambia in fretta, con l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie, e lei risponde puntando su ricerca, occhiali artigianali e accoglienza da famiglia di ottici. “Da ottici di famiglia, ci si ferma a chiacchierare, ci si racconta la vita”. E quando un cliente di 75 anni si guarda allo specchio con un occhiale che lo illumina, lì Lucia ritrova il motivo per amare questo lavoro, questo mestiere.
Il traguardo
Bonzanini è tra i 90 migliori centri ottici d’Italia, Top Optician di Aio. “Ma il riconoscimento che conta di più”, dice Lucia, “arriverà da chi ha attraversato la porta in questi anni: il 24 ottobre la festa del centenario, con i clienti”.
La dedica e l’augurio
A chi aprì per primo:
“Caro Eugenio, hai lasciato i pennelli per guardare il mondo da vicino. Grazie per quella prima insegna e per la scommessa su Novara. Siamo ancora qui, e la porta è ancora aperta”. Ai miei genitori:
“Grazie per avermi trasmesso un mestiere che, più che un lavoro, è una passione che porto avanti ogni giorno”. A noi, a Novara, per i prossimi cent’anni:
“Che le vetrine restino sorprendenti, che a questo bancone, tra arte e visione, si continui a chiacchierare”.
Cento anni fa qualcuno decise di guardare le persone negli occhi. Forse il segreto è tutto qui.




