Con la quinta edizione, inaugurata da Paolo Belli, “Il Cacciatore di Sogni” conferma di essere uno dei programmi più preziosi del palinsesto di Rai 3. Ideato e condotto da Stefano Buttafuoco per Rai Approfondimento, il format è tornato la domenica alle 13.00 con dieci nuove puntate dedicate alle associazioni e agli enti del Terzo settore che favoriscono l’inserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità.
Il principale punto di forza della trasmissione è la capacità di affrontare temi complessi e delicati senza ricorrere alla retorica o al pietismo. La disabilità non viene utilizzata come semplice leva emotiva, ma raccontata attraverso le opportunità, il talento, l’autonomia e il desiderio di realizzazione delle persone protagoniste. Ne emerge la parte più edificante della società: quella che accoglie, abbatte le barriere e costruisce possibilità concrete.
Stefano Buttafuoco accompagna questi racconti con uno stile misurato, empatico e mai invadente. La sua conduzione non cerca di imporsi sulle storie, ma si mette al loro servizio, lasciando agli ospiti il tempo e lo spazio necessari per esprimersi. È proprio questa capacità di ascolto a rappresentare uno degli elementi distintivi del programma.
Accanto alle esperienze delle associazioni trovano spazio personaggi dello spettacolo, dello sport e della cultura particolarmente sensibili ai temi dell’inclusione. Nella casa de “Il Cacciatore di Sogni” gli ospiti si raccontano senza filtri, condividendo aspetti meno conosciuti della propria vita. La presenza di Paolo Belli nella puntata d’esordio ribadisce la volontà di coinvolgere volti popolari senza allontanarsi dalla missione principale della trasmissione.
Particolarmente felice è stata la scelta di dedicare gran parte della prima puntata alla storia dell’associazione pugliese “Le orecchiette che vorrei”. A Ostuni, alcuni ragazzi nello spettro autistico imparano a produrre le tradizionali orecchiette grazie agli insegnamenti delle nonne del paese. Un’esperienza che unisce inclusione, valorizzazione del territorio e dialogo tra generazioni, trasformando due differenti fragilità in una risorsa condivisa. È l’esempio concreto di come la televisione possa raccontare la disabilità attraverso il lavoro, la partecipazione e la costruzione di legami, restituendo al pubblico una storia positiva senza edulcorarla.
A spiegare le ragioni di questa scelta è stato lo stesso Buttafuoco, che alla “Gazzetta del Mezzogiorno” ha dichiarato: «Ho scelto la Puglia perché nel nostro programma facciamo vedere tanto territorio e la Puglia offre scenari unici. Così siamo andati a Ostuni, a conoscere una splendida realtà, l’associazione “Le orecchiette che vorrei”, dove ragazzi nello spettro autistico producono orecchiette istruiti dalle nonne del paese. Due fragilità che insieme fanno una forza straordinaria: sono le magie che “Il Cacciatore di Sogni” ama raccontare».
Proprio questa storia racchiude l’identità più autentica della trasmissione: scoprire realtà virtuose spesso lontane dai riflettori e renderle accessibili al grande pubblico, senza separare il racconto delle persone da quello dei luoghi in cui vivono. Il territorio non rimane una semplice cornice, ma diventa parte integrante della narrazione e del percorso di inclusione.
Nel corso degli anni Buttafuoco ha curato e migliorato il format con grande attenzione, costruendo insieme alla sua squadra un linguaggio televisivo riconoscibile, rispettoso e accessibile. Il risultato è un programma capace di informare ed emozionare, incarnando pienamente il significato più autentico del servizio pubblico.
Il successo dei due speciali trasmessi durante l’estate in seconda serata, accolti da ascolti molto soddisfacenti, ha inoltre dimostrato come “Il Cacciatore di Sogni” possa funzionare anche al di fuori della sua abituale collocazione domenicale. La quinta edizione rappresenta quindi non soltanto una conferma, ma anche un possibile punto di partenza verso un’ulteriore crescita.
L’ipotesi di una promozione in prima serata, auspicata pubblicamente anche durante la conferenza stampa di presentazione, appare sempre meno azzardata. All’incontro hanno partecipato, oltre a Buttafuoco, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e il direttore di Rai Approfondimento Paolo Corsini.
Portare “Il Cacciatore di Sogni” in prima serata significherebbe offrire maggiore visibilità a storie e realtà che raramente trovano uno spazio così attento nella televisione generalista. Sarebbe anche il giusto riconoscimento per Stefano Buttafuoco, che ha ideato, costruito e fatto crescere il programma con passione e tenacia. Dopo cinque edizioni, la domanda sorge spontanea: quando arriverà la meritata promozione?
La trasmissione è realizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità.




