C’è una cosa che la televisione sa fare benissimo: farci affezionare alle persone. Le vediamo ogni sera, impariamo le loro battute, riconosciamo i loro gesti. A un certo punto smettiamo di considerarli semplici componenti di un programma e iniziamo a percepirli come parte della sua identità. Poi, improvvisamente, non ci sono più.
È quello che sta accadendo con Pierluigi Lupo e Thanat Pagliani, due presenze fisse di Affari Tuoi fin dai tempi di Amadeus e non riconfermate nell’edizione 2026-27 condotta da Stefano De Martino. Lupo ha raccontato di non conoscere le ragioni della mancata conferma, mentre Thanat ha scelto una posizione più serena: «Si chiude una porta, si apre un portone».
E allora il pubblico si chiede: perché? Ma forse la domanda più interessante è un’altra: Perché pensiamo che un personaggio televisivo debba essere eterno? La televisione, in realtà, ci ha sempre dimostrato il contrario. Pensiamo a Bonolis e Avanti un altro!: negli anni il programma ha cambiato più volte personaggi e componenti del cast del Salottino, senza perdere la propria identità. Oppure a Striscia la Notizia dove per anni abbiamo associato le Veline a una formula precisa: una mora e una bionda. Poi anche quella consuetudine è cambiata.
Perché la televisione ha una regola fondamentale: si ripete, ma per sopravvivere deve anche evolversi. Il pubblico si affeziona alle persone. Chi costruisce un programma deve però continuare a progettare il programma. Il personaggio è parte dello show. Ma non è lo show. E questo non significa che la delusione di Lupo e Thanat non sia comprensibile.
Anzi tutt’altro perchè quando hai costruito un rapporto con il pubblico, essere escluso fa male. Ma cambiare non significa necessariamente peggiorare. A volte il rischio più grande per una trasmissione non è cambiare i suoi personaggi. È non avere più il coraggio di cambiarli. Perché ciò che oggi ci sembra insostituibile potrebbe essere semplicemente ciò a cui siamo abituati.
E magari tra qualche mese saremo noi stessi a dire:«Vi ricordate quando ad Affari Tuoi c’erano Lupo e Thanat?» Forse è proprio questa la televisione: i programmi restano, i volti cambiano e il pubblico decide a chi affezionarsi di nuovo. La vera sfida è cambiare abbastanza da sorprenderci, ma non così tanto da farci sentire estranei a casa nostra. E voi cosa ne pensate? In TV bisogna proteggere ciò che il pubblico ama o avere il coraggio di cambiarlo?




