ROMA (ITALPRESS) – L’economia dell’area euro mostra segnali di miglioramento nel secondo trimestre del 2026, ma il conflitto in Medio Oriente continua a rappresentare un forte elemento di incertezza. È quanto emerge dal Bollettino economico della Bce, che avverte che la crescita resterà debole nel breve periodo, frenata dai rincari dell’energia e dalle tensioni geopolitiche. I rischi sono orientati al ribasso per l’economia e al rialzo per l’inflazione, con possibili nuovi aumenti dei prezzi in caso di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche. L’istituto prevede che l’inflazione rimarrà sopra il target del 2% fino alla prima metà del 2027, per poi ridursi gradualmente. Particolare attenzione è rivolta all’andamento dei mercati energetici: dopo il calo seguito al protocollo d’intesa tra Stati Uniti e Iran, petrolio e soprattutto gas hanno ripreso a salire con la riaccensione del conflitto. Per la Bce, l’impatto inflazionistico dello shock energetico non si è ancora manifestato pienamente e le future decisioni sui tassi continueranno a essere prese riunione per riunione, sulla base dei dati economici e dell’evoluzione dell’inflazione, con l’obiettivo di riportarla stabilmente al 2% nel medio termine.
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