Gente della notte e del giorno, rieccoci. Se avete aperto un social network nelle ultime 48 ore, sarete sicuramente stati sommersi dal meme del momento: Giovanni da Catania, il nostro venditore ambulante di brioche che a trent’anni – secondo la fidanzata Sabrina – ha finalmente scoperto che gli alberi di Natale dei cinesi sono finti.
Il web, ovviamente, è impazzito. Si è spaccato in due fazioni: da una parte i tribunali da tastiera che lo massacrano dandogli del “mammone”, del “bamboccione” a cui la madre deve fare la valigia per andare in TV; dall’altra chi lo difende a spada tratta vedendolo come un ragazzo genuino, un pezzo di pane schietto buttato nella fossa dei leoni.
Ma vogliamo spegnere un attimo la musica del circo social e fare un’analisi da veri registi del costume? Perché qui, signori miei, mentre tutti ridono per la storia dei cugini che lo considerano “il più cretino” o per le valigie fatte dalla mamma, si sta clamorosamente perdendo di vista il vero elefante nella stanza: la totale, devastante mancanza di rispetto.
Andiamo al sodo. Sabrina è entrata a Temptation Island 2026 dichiarando di voler capire se è ancora innamorata. Legittimo. Ma quello a cui abbiamo assistito nella prima puntata di mercoledì non è stato un “viaggio nei sentimenti”: è stato un sistematico, spietato tiro al bersaglio contro l’uomo con cui convive e sta insieme da sei anni.
Dire in diretta nazionale, davanti a milioni di spettatori, frasi del tipo: “Non lo sopporto, mi dà fastidio qualsiasi cosa faccia”, demolire la sua dignità lavorativa dicendo che “molla tutti i lavori e non ha un mestiere preferito”, fino ad arrivare a confessioni intime devastanti come “quando facciamo l’amore io fingo”, non è fare un percorso di coppia. Questo è uno sputtanamento pubblico in piena regola.
C’è un limite invisibile, un confine sacro che si chiama dignità della persona. Puoi non amare più una persona, puoi considerarla immatura, puoi decidere di lasciarla (anzi, dovresti farlo, se le premesse sono queste). Ma distruggerne l’immagine pezzo dopo pezzo, ridicolizzando i suoi lati fragili o privati per giustificare il fatto che ti stai andando a leccare il collo con il tentatore Lory (ammettendo pure un tradimento passatoci per “distrazione”), è un’operazione che fa male al cuore.
La cosa che mi fa più riflettere da addetto ai lavori è come il pubblico del web assorba tutto questo. Ci focalizziamo sul “colore”, sul trash, sulla battuta pronta per fare il meme Ridiamo del “mammone” e non ci accorgiamo che sotto quella narrazione c’è un uomo ferito nell’orgoglio, nella dignità e nel profondo della sua intimità. Quando Giovanni è sbottato chiedendo il falò di confronto immediato dicendo “Me ne voglio andare subito”, non abbiamo visto un personaggio da reality; abbiamo visto la reazione disperata di chi ha capito che la persona di cui si fidava ha usato la sua vita privata come carne da macello televisiva.
I panni sporchi, diceva un vecchio saggio, si lavano in famiglia. O se proprio vuoi lavarli in TV, fallo mantenendo quel briciolo di rispetto per gli anni passati insieme. Perché quando si spegneranno i riflettori di Canale 5 e i meme su internet smetteranno di fare engagement, quello che resta è la vita reale. E le ferite fatte davanti a tre milioni di persone sono maledettamente difficili da rimarginare.
La CuciPillola di oggi è un invito alla riflessione: non facciamoci distrarre dalle brioche e dagli alberi di Natale finti. La prossima volta che guardiamo un video, chiediamoci dove finisce lo spettacolo e dove comincia la crudeltà gratuita. Essere spontanei è un pregio, essere spietati è un’altra cosa.
Voi da che parte state? Ma soprattutto, avete ancora fame di questo trash o provate un po’ di sana empatia? Ci vediamo sul palco!




