Marco Paracchini racconta a Giusy Trimboli la sua rivoluzione creativa
Un eroe mascherato, una Tokyo cupa e un immaginario che unisce noir americano e tokusatsu giapponese. È RIDER ELEVEN, il nuovo progetto firmato dal regista e autore Marco Paracchini, che sceglie il crowdfunding internazionale per testare la forza di un’idea nata per vivere tra cinema, serie e universo narrativo espanso.
In questa intervista, raccolta da Giusy Trimboli, Paracchini analizza la genesi del progetto, il ruolo strategico di Kickstarter e l’impatto delle intelligenze artificiali sul lavoro creativo contemporaneo.

Cos’è RIDER ELEVEN?
“RIDER ELEVEN è un’idea originale che mescola il noir hard boiled americano con l’estetica e la filosofia del tokusatsu giapponese. È ambientato in una Tokyo cupa, dove villain mascherati, criminalità e identità personali si intrecciano in una storia adulta e malinconica. Non è un omaggio nostalgico agli eroi degli anni ’60 e ’70, ma una reinterpretazione moderna e cinematografica. L’obiettivo è creare un immaginario che possa vivere come film, serie o universo narrativo espandibile”.
Perché hai scelto Kickstarter?
“Kickstarter non è solo una piattaforma di raccolta fondi: è un termometro culturale. Permette di capire se un immaginario riesce a generare comunità. RIDER ELEVEN è un progetto difficile da collocare nei circuiti produttivi italiani, perché unisce linguaggi e riferimenti considerati “di nicchia”. Il crowdfunding consente invece di parlare direttamente al pubblico, senza filtri, e di verificare se esiste una comunità disposta non solo a guardare il progetto, ma a credere nella sua possibilità concreta di esistere”. Come? Beh, è spiegato qui: https://www.kickstarter.com/projects/ronin1976/rider-eleven/creator?lang=it

Quanto sta cambiando il mondo audiovisivo con le AI generative?
“Sta cambiando tutto, e molto più velocemente del previsto. Le AI generative stanno abbattendo barriere produttive che fino a pochi mesi fa sembravano invalicabili, soprattutto per gli autori indipendenti.
Oggi è possibile visualizzare mondi e atmosfere che prima richiedevano budget enormi o anni di sviluppo. Restano aperte questioni artistiche ed etiche, ma la vera rivoluzione è un’altra: molti creativi possono finalmente mostrare ciò che avevano solo nella testa, senza aspettare il permesso di nessuno”.
Che ruolo ha l’intelligenza artificiale nel tuo lavoro creativo?
“L’AI non sostituisce la creatività umana: la amplifica.
Per anni ho scritto concept e universi narrativi impossibili da visualizzare con mezzi tradizionali. Oggi posso dare forma concreta a idee rimaste chiuse in un cassetto.
L’AI mi permette di costruire mood visivi, trailer concettuali, design e linguaggi sperimentali con una libertà prima riservata alle grandi produzioni. Non credo che eliminerà gli autori: renderà più visibili quelli che prima non avevano i mezzi per esprimersi davvero”.

Con RIDER ELEVEN, insomma, Marco Paracchini porta nel panorama creativo italiano un progetto che guarda oltre i confini nazionali e oltre i modelli produttivi tradizionali.
La scelta del crowdfunding, l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e la volontà di costruire un immaginario adulto e internazionale delineano il profilo di un autore che non teme il cambiamento, ma lo abita.
Se l’eroe mascherato di Tokyo riuscirà a prendere vita, sarà grazie a una comunità che sceglie di sostenere una visione prima ancora che un prodotto.




