l programma di inclusione sociale, disabilità e diritti fondamentali “O Anche No”, in onda domenica 26 aprile 2026 alle ore 10:15 circa e in replica lunedì notte alle ore 1:15 circa su Rai 3, accende i riflettori su una storia in cui arte e inclusione si incontrano.
Protagonista della puntata è la figura di Alfredo Catarsini, pittore viareggino del Novecento, raccontato dalla nipote Elena Martinelli, fondatrice e presidente della Fondazione a lui dedicata, intervistata dalla conduttrice Paola Severini Melograni.
Un racconto che intreccia arte e vita, memoria familiare e impegno sociale. “Tutto è nato dall’amore che avevo per mio nonno Catarsini e per mio marito”, spiega Martinelli, dando origine a una mostra itinerante destinata a viaggiare in Toscana e oltre, con un obiettivo preciso: rendere l’arte fruibile davvero a tutti.
Oggi, infatti, il mondo di Catarsini si apre anche a chi non può vedere. Un percorso reso possibile anche da una storia personale che ha segnato profondamente la nascita del progetto. Il marito di Elena Martinelli, diventato cieco in età avanzata, è stato il primo destinatario di questa nuova visione dell’arte.
“Con il mio lavoro mi occupo di movimento adattato all’Università di Firenze, quindi l’ho trattato come un atleta”, racconta. “Era un uomo che, quando ha perso la vista a quasi ottant’anni, ha continuato a vivere con forza e dignità: è mancato per altri motivi, ma fino alla fine è rimasto in piedi, con la schiena dritta, arrivando a fare anche dieci chilometri a piedi con il suo bastone”.
Un’esperienza che diventa messaggio universale. “Questa mostra itinerante è accessibile perché il messaggio deve essere per tutti: alzare l’asticella, non accontentarsi mai e pretendere di poter vivere la vita come gli altri, godere della bellezza ed essere autonomi”.
Alfredo Catarsini, nato a Viareggio nel 1899, è stato un artista capace di attraversare il Novecento mantenendo una cifra stilistica unica, evolvendo dal figurativo classico verso un linguaggio personale e riconoscibile. Il suo legame con il territorio, e in particolare con il Carnevale di Viareggio, resta uno degli elementi centrali della sua produzione e della sua eredità culturale.
Oggi, grazie al lavoro della Fondazione e all’impegno della nipote, quell’eredità si rinnova in una chiave contemporanea: non solo conservazione della memoria, ma apertura, partecipazione e inclusione. Un progetto che dimostra come l’arte possa diventare uno strumento concreto di accesso, autonomia e condivis




