PALERMO (ITALPRESS) – Una gita “fortuita”, vissuta però come un segno del destino, accende la scintilla da cui nasce “L’altro Garibaldi. I ‘diari’ di Caprera”, edito da Mondadori. È Virman Cusenza a raccontarlo nel corso della presentazione dell’opera, a Villa Zito, a Palermo: l’idea del libro prende forma nel momento in cui si imbatte nella casa dell’Eroe dei due mondi. Ma quella che immaginavamo come una dimora appartata, quasi da ritiro, si rivela subito per ciò che realmente era: non “una casetta per passarci le vacanze o qualche weekend”, bensì una tenuta vera e propria, che ai tempi occupava “tutta l’isola”. Ed è proprio qui che, secondo l’autore, si capisce il cambio di prospettiva. Garibaldi non trasferisce a Caprera soltanto il bisogno di quiete dopo le battaglie: trasferisce “la sua ambizione”, la stessa che conosciamo sui campi, ma declinata in un progetto di lungo periodo. A Caprera, dice Cusenza, emerge la “grandezza del disegno”: “realizzare qualcosa di non banale”, “durevole nel tempo”, capace perfino di “sfidare” la natura. Il punto non è la cartolina romantica dell’isola, bensì il lavoro: Garibaldi, spiega Cusenza, riesce a “strappare terra” a un paesaggio dominato da “rocce e granito”, trasformando un ambiente ostile in un luogo abitabile e produttivo. xd6/vbo/mca3
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