PALERMO (ITALPRESS) – “Il pericolo arriva quando un gruppo di persone, vestite tutte allo stesso modo, minacciano di fare casino se il buttafuori non li fa entrare nel locale. L’articolo 100 del Tulps prevede che in caso di rissa, tentativo di rissa o danneggiamento noi gestori dobbiamo organizzare ordine e servizio pubblico, che però oggi è ingestibile. Queste persone sanno che se si verificano determinati episodi il locale chiude: questa è una cosa gravissima, gli esercenti dovrebbero essere protetti dallo Stato. A me capita di continuo di dover dire a certe persone che non possono entrare nei miei locali: #NoMaranza nasce per disperazione, perché i buttafuori non hanno strumenti a disposizione e devono solo evitare le aggressioni. Se arrivano gruppi di 20-30 persone che vogliono entrare e noi diciamo che non è possibile, è lì che iniziano le ritorsioni: questo può provocare la chiusura delle attività, noi abbiamo 55 dipendenti solo in questa struttura e non vogliamo chiudere per colpa dei delinquenti”. La movida, conclude Giunta, “deve essere divertimento: siamo tutti al collasso e negli ultimi anni nessuno ha fatto niente. Forse questa è l’unica iniziativa mia che ha fatto un po’ parlare negli ultimi dieci anni: nessuno si è preso a cuore questo problema. Il divertimento deve tornare libertà, che non può essere condizionata da una serie di delinquenti che stanno distruggendo non solo la nostra città, ma anche le altre: a Palermo però stiamo arrivando a una situazione di non ritorno”. Così lo chef Natale Giunta, a margine del ‘battesimo’ dell’associazione #NoMaranza di cui è presidente, al Palermo Marina Yachting. xd8/vbo/mca3
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