di Alessandro Cucinotta
La terza serata è quella che fa cadere le maschere.
Dopo l’effetto debutto e la curiosità iniziale, resta solo la sostanza.Sanremo 2026 entra nel vivo.
Alla guida ancora Carlo Conti, sempre più sciolto, più dentro la dinamica del Festival.
Accanto a lui, i co-conduttori della serata hanno dato un contributo preciso: leggerezza senza rubare la scena, ironia calibrata, presenza elegante.La differenza rispetto alle prime due serate?
Il ritmo. Più naturale. Meno spiegato. Più vissuto.Voto conduzione: 8,5
La terza serata è impietosa:
alcuni brani che sembravano fortissimi stanno perdendo impatto.
Altri, più silenziosi all’inizio, stanno salendo con l’ascolto.E qui si vede la differenza tra hit da prima impressione e canzone da Festival.
Patty Pravo – conferma magnetismo. 8,5
Ermal Meta – cresce nella profondità interpretativa. 8,5
Tommaso Paradiso – solido, ma deve sorprendere di più. 7,5
Fulminacci – costante, credibile. 8
Ditonellapiaga – identità forte, convince. 8
Nayt – tecnica buona, presenza migliorabile. 7,5Il livello generale resta alto. Ma adesso non basta cantare bene: serve lasciare un segno.
La terza serata regala sempre un dettaglio che fa la differenza.
Non è il colpo di scena.
È il silenzio dell’Ariston quando una canzone arriva davvero.E ieri quel silenzio c’è stato.
Bilancio della Terza Serata — voto: 8,5
Festival più maturo, più compatto, più consapevole.
Si cominciano a delineare i veri candidati alla vittoria.La quarta serata può ribaltare tutto, ma adesso le carte sono quasi scoperte.
E come ormai è il nostro piccolo tormentone:
Sanremo non si ascolta. Si vive.
Ci vediamo alla prossima serata. Perché adesso, davvero, iniziano i giochi.
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