di Alessandro Cucinotta
Bentornati all’Ariston. O meglio, bentornati nel frullatore emotivo più famoso d’Italia. La 76ª edizione ha alzato il sipario e, ve lo dico subito, non è stata la solita carrellata di canzoni messe lì a far volume. Stasera ho visto emozioni vere.
Oggi non voglio limitarmi a scrivervi una pagella: consideratelo il mio termometro emotivo. E la buona notizia è che il paziente Sanremo, quest’anno, respira benissimo.
La conduzione: l’equilibrio che non ti aspetti
Partiamo dai padroni di casa. Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman.
Sulla carta? Un azzardo. Invece sul palco un 8,5. C’è stato un equilibrio raro: lo stacco internazionale di Can (praticamente un Sandokan che strega il pubblico l’Ariston solo camminando) e la mano esperta di Carlo e Laura che hanno dato all’opening quella serenità che spesso manca nei debutti.
Le mie pagelle: chi ha graffiato e chi ha galleggiato
Se devo scegliere chi ha spaccato il ghiaccio con intelligenza, dico Ditonellapiaga. Il suo “Che fastidio!” si merita un 8,5: fresca, ironica, innovativa senza quella voglia disperata di strafare.
Poi c’è chi gioca con il cuore degli altri, come Michele Bravi (8). Lo definirei un “automatismo emotivo”: voce, presenza e un pathos calibrato al millimetro. Sulla stessa scia di eccellenza metto Arisa (8,5): la sua “Magica favola” è stata una delle note più alte, un’interpretazione che profuma di teatro.
Ecco i miei altri passaggi chiave:
- Mara Sattei (8): Intima, elegante, con un testo che arriva dritto.
- Fedez & Marco Masini (8): Una coppia che sembrava uscita da un generatore casuale, ma il risultato ha una dignità pop che mi ha convinto.
- Fulminacci (8): Garbato, come sempre. Una melodia che ti resta in testa senza chiedere il permesso.
- Sal Da Vinci (8,5) : Con questo brano si assicura passaggi radiofonici e soundtrack sui social a go go
E i “tiepidi”? Mi è dispiaciuto per Dargen D’Amico (7). Lo stile è il suo, inconfondibile, ma stavolta l’ho trovato meno incisivo del solito. Un po’ più in ombra anche Elettra Lamborghini e il duo LDA & Aka7even, entrambi fermi su un 7/7,5: compitino svolto, ma senza brividi.
Gli ospiti hanno fatto il loro dovere. Tiziano Ferro ci ha regalato un medley che è praticamente la colonna sonora delle nostre vite, mentre Olly è tornato a ricordarci la sua “Balorda Nostalgia” con la sicurezza di chi l’anno scorso ha capito come si vince.
Ma cosa dice la “bolla” dei giornalisti? La Top 5 della Giuria (Stampa, TV e Web) ricalca molto i miei gusti:
- Arisa
- Fulminacci
- Serena Brancale
- Ditonellapiaga
- Fedez & Masini
Il mio bilancio finale ? Voto alla serata: 8,5. Non è stata perfetta, sia chiaro. Ma è stata solida, varia e, soprattutto, piena di identità diverse. Sanremo 2026 è un ponte tra generazioni: c’è il pop, c’è il teatro, c’è il passato che non ingombra ma accompagna il presente.
È un primo atto che mi fa ben sperare per il resto della settimana. Non ci ha lasciati a metà, e per noi che dobbiamo arrivare svegli a sabato, credetemi, non è una cosa da poco.



