ROMA (ITALPRESS) – Nuovi spazi progettati per garantire maggiore qualità delle cure in un contesto sicuro e accogliente: è questa la fotografia del nuovo reparto di Dialisi pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, inaugurato oggi nella sede del Gianicolo alla presenza del Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Pietro Parolin. La dialisi del Bambino Gesù è l’unica a carattere esclusivamente pediatrico nel Lazio ed è stata ristrutturata grazie al contributo di Intesa Sanpaolo. Al termine dell’inaugurazione si è tenuto un incontro sul tema “La cultura del dono” moderato dal vaticanista di Rai Tg1, Ignazio Ingrao. Oltre al Cardinale Parolin e al Presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, sono intervenuti Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo, Francesco Emma, Responsabile di Nefrologia del Bambino Gesù, Isabella Guzzo, Responsabile Dialisi Pediatrica e Clinica del trapianto di rene del Bambino Gesù e Samuele Galimberti, un giovane paziente che ha ricevuto il dono del trapianto del rene.
Il nuovo reparto di Dialisi pediatrica è il risultato della riqualificazione di spazi preesistenti, completamente ristrutturati. La struttura include una sala principale con sei postazioni dedicate all’emodialisi, il trattamento salva-vita per l’insufficienza renale cronica o acuta, che depura il sangue dalle tossine e rimuove i liquidi in eccesso tramite il passaggio del sangue in un filtro (membrana sintetica) montato su una specifica apparecchiatura. Tra le principali novità c’è la presenza di una stanza contumaciale a pressione controllata, dotata di due ulteriori postazioni. Questa camera è strutturata per isolare pazienti affetti da infezioni o immunodepressi, che necessitano di particolari misure protettive. All’interno di questi locali, è possibile regolare la pressione rispetto ai corridoi e alle stanze adiacenti: di solito, si utilizza una pressione negativa, che risulta inferiore a quella esterna, per contenere gli agenti patogeni e salvaguardare l’ambiente circostante. Al contrario, per i pazienti immunodepressi, viene impiegata una pressione positiva, che evita l’ingresso nella stanza di aria esterna potenzialmente contaminata.
Il reparto è progettato per favorire l’efficienza operativa e garantire maggior confort ai piccoli pazienti durante i lunghi e frequenti trattamenti, che possono variare da due a quattro sedute di emodialisi settimanali (anche 6 nei casi più complessi), ciascuna della durata di circa 4 ore. Per rendere queste sedute più gradevoli, ogni postazione è dotata di TV, telecomando e cuffie wireless e si trova in un ambiente accogliente e rilassante con decorazioni colorate. Grazie agli insegnanti della Scuola in ospedale, i ragazzi possono anche continuare il loro percorso di studi, non interrompendo le lezioni. Le attrezzature del reparto sono tra le più avanzate tecnologicamente, con monitor per un monitoraggio continuo e PC dedicati per la gestione in tempo reale delle schede cliniche dei pazienti. Il reparto presenta un organico di un infermiere ogni due pazienti rispetto a un rapporto tra infermieri e pazienti nei centri dialisi per adulti che è normalmente di uno a sei.
Il reparto di dialisi del Bambino Gesù è l’unico centro esclusivamente pediatrico del Lazio. Accoglie annualmente dai 30 ai 50 nuovi pazienti e garantisce il trattamento dialitico in acuto nelle unità di terapia intensiva dell’ospedale. Oltre all’emodialisi, l’ospedale offre da oltre 20 anni un servizio di dialisi peritoneale domiciliare, un trattamento per l’insufficienza renale cronica che utilizza la membrana del peritoneo per filtrare il sangue direttamente nel corpo tramite un catetere, garantendo maggior autonomia e flessibilità rispetto all’emodialisi nei bambini più piccoli.
In caso di insufficienza renale cronica, il trattamento dialitico prosegue fino al trapianto renale. Negli ultimi 30 anni, il Bambino Gesù ha effettuato oltre 600 trapianti di rene in collaborazione con l’Unità di Chirurgia Epato-bilio-pancreatica, guidata dal prof. Marco Spada. Si effettuano attualmente circa 30-35 nuovi trapianti all’anno, di cui il 30% da donatori viventi, rendendo questa attività una delle più importanti a livello pediatrico sia in Italia che in Europa. I risultati sono estremamente positivi: la sopravvivenza a 10 anni dopo il trapianto supera il 98% per i pazienti e l’86% per gli organi trapiantati. Il reparto è anche Centro di Riferimento Regionale per la dialisi e il trapianto di rene e fa parte della Rete Europea per le Malattie Rare (ERKNet).
‘Il centro di dialisi pediatrica del Bambino Gesù – dichiara Francesco Emma, responsabile di Nefrologia – ha registrato un significativo processo di crescita, sia in termini di volume di assistenza che di standard qualitativi dei servizi offerti. Attualmente, si afferma come un punto di riferimento per la cura dei bambini con malattie renali giocando un ruolo fondamentale per l’intera regione. Ogni anno, il centro accoglie un numero significativo di piccoli pazienti, contribuendo a migliorare sensibilmente la loro qualità della vita. Inoltre, favorisce la creazione di una rete di sostegno tra le famiglie, offrendo un’importante condivisione di esperienze e risorse per coloro che affrontano sfide similì.
‘Il nuovo Centro Dialisi – afferma la responsabile Isabella Guzzo – rappresenta una risposta concreta a una condizione clinica ancora spesso poco conosciuta: l’insufficienza renale cronica, una patologia progressiva che nelle fasi iniziali può non dare sintomi evidenti, ma che può evolvere fino a richiedere la dialisi. Il Centro ha l’obiettivo di offrire un’assistenza qualificata e di contribuire al miglioramento della qualità di vita dei pazienti pediatrici con malattia renale cronica e delle loro famigliè.
‘Viviamo – ha affermato in apertura dell’incontro “La cultura del dono” il Segretario di Stato della Santa Sede, il Cardinale Parolin – in un tempo in cui quasi tutto si misura in termini di profitto, rendimento e utilità. Eppure, le realtà più importanti della vita non si comprano nè si vendono: si ricevono e si donano. Il dono è il linguaggio silenzioso ma potentissimo con cui uomini e donne esprimono il meglio di sè’.
L’evento di oggi ha inteso celebrare l’importanza della solidarietà a vari livelli: dal dono degli organi per chi soffre di insufficienza renale cronica e ha bisogno della dialisi, al sostegno economico alle attività dell’ospedale. La collaborazione con Intesa Sanpaolo ha consolidato nel tempo varie iniziative, inclusi il Progetto Accoglienza per famiglie e la realizzazione dei Centri per il disturbo dello spettro autistico e per l’anoressia. L’inaugurazione della nuova Dialisi è stata l’occasione per scoprire una targa che ricorda il contributo del Gruppo bancario alla ristrutturazione del reparto.
‘Siamo orgogliosi – ha commentato Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo – di essere al fianco di realtà di eccellenza come l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Per Intesa Sanpaolo creare valore sociale duraturo, soprattutto in ambito sanitario, è una scelta di responsabilità: mettere la nostra solidità al servizio del Paese aiuta a migliorare il benessere delle persone e la coesione socialè.
‘La sanità pediatrica ad alta complessità – ha dichiarato il Presidente del Bambino Gesù Onesti – richiede competenze, organizzazione e partnership strutturate. Con la nuova Dialisi rafforziamo un centro che accoglie ogni anno fino a 50 nuovi pazienti e accompagna oltre 30 trapianti renali pediatrici l’anno, con tassi di sopravvivenza tra i più alti in Europa. Il contributo di Intesa Sanpaolo dimostra come il sistema economico possa generare valore sociale misurabile quando opera in un quadro di trasparenza e responsabilità. Il nostro impegno è trasformare ogni risorsa in innovazione clinica e miglioramento concreto degli esiti. La salute dei bambini è il parametro più concreto con cui si misura la qualità di una comunità’.
– foto ufficio stampa Ospedale Bambino Gesù –
(ITALPRESS).




