Franco Novelli e Cittadino del Mondo – Ricordi e considerazioni su un viaggio mai finito: il racconto di una vita come viaggio aperto
Ci sono libri che raccontano una storia e libri che, pagina dopo pagina, costruiscono una visione del mondo. Cittadino del Mondo – Ricordi e considerazioni su un viaggio mai finito, oggi disponibile su Amazon, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
L’opera di Franco Novelli nasce da un gesto apparentemente semplice, quasi invisibile: un bambino seduto al tavolo che disegna navi. Non si tratta di un ricordo decorativo, ma di un’immagine fondativa. In quelle linee tracciate nell’infanzia si manifesta già una tensione profonda verso l’altrove, verso il movimento, verso la conoscenza. Le navi non sono soltanto mezzi di trasporto, ma simboli di un bisogno interiore: partire per comprendere.
L’infanzia come radice permanente
Nel racconto di Novelli, l’infanzia non è mai relegata al passato. Al contrario, diventa una chiave di lettura dell’intera esistenza. Il bambino che osserva, immagina e disegna continua a vivere nell’adulto che attraversa luoghi, relazioni, idee e stagioni interiori.
Questo filo di continuità è uno degli elementi più potenti del libro: la consapevolezza che il viaggio non comincia con la partenza fisica, ma con uno sguardo. Uno sguardo che si affina, si interroga e cresce, senza mai perdere del tutto la propria originaria curiosità.
Essere “cittadini del mondo”: una disposizione dell’anima
Per Franco Novelli, essere cittadini del mondo non significa collezionare Paesi visitati o coordinate geografiche. Significa, piuttosto, coltivare una postura interiore: apertura, ascolto, disponibilità al cambiamento.
Il viaggio, nella sua visione, è prima di tutto un processo interiore. I luoghi attraversati diventano specchi, le esperienze quotidiane strumenti di conoscenza, gli eventi – anche i più ordinari – occasioni per interrogarsi su chi siamo e su chi stiamo diventando.
In questo senso, Cittadino del Mondo si presenta come un manifesto esistenziale più che come un semplice memoir. Invita il lettore a considerare la propria vita non come un percorso lineare e chiuso, ma come un itinerario in continua trasformazione.
Il valore degli incontri autentici
Uno dei nuclei più intensi del libro è dedicato agli incontri. Non quelli superficiali o funzionali, ma quelli capaci di cambiare una direzione, di aprire una crepa nella nostra immagine consolidata di noi stessi.
Novelli racconta amicizie, amori, figure di riferimento e persino incontri fugaci che hanno avuto il potere di rivelare verità inattese. Ogni persona incontrata diventa uno specchio: riflette ciò che siamo, ciò che desideriamo o ciò da cui tentiamo di fuggire.
Gli “incontri senza maschera” sono, per l’autore, momenti di chiamata alla verità. Non sempre comodi, non sempre rassicuranti, ma sempre decisivi. In questa prospettiva, le relazioni non sono un contorno dell’esistenza, bensì uno degli strumenti principali della crescita personale.
Stagioni interiori: politica, fede e identità
Il viaggio raccontato in Cittadino del Mondo attraversa anche territori più complessi e delicati, come l’impegno politico e la dimensione spirituale. Novelli parla di “stagioni interiori” per descrivere le diverse fasi della propria formazione.
La politica viene vissuta come responsabilità civile, come spazio di confronto e apprendimento, ma anche come luogo di disillusione. Non c’è idealizzazione, bensì una riflessione lucida su ciò che l’impegno pubblico può offrire e togliere.
Accanto a questa dimensione esterna, emerge la fede: non dogmatica, non ostentata, ma intima e dialogica. Una fede che accompagna, interroga, sostiene nei momenti di fragilità e rimane aperta al dubbio. Politica e spiritualità, pubblico e privato, si intrecciano così nella costruzione di un’identità che non si dichiara mai conclusa.
“Amare è possibile”: il senso ultimo del viaggio
Il cuore emotivo e simbolico dell’opera trova espressione piena nell’ottavo capitolo, intitolato significativamente “Amare è possibile”. Qui Novelli affronta l’amore come forza orientante dell’esistenza.
Non un sentimento idealizzato o astratto, ma una pratica quotidiana fatta di scelte, responsabilità, fragilità e coraggio. L’amore attraversa la vita, ne espone le ferite e ne rivela il senso. È ciò che resta, ciò che dà valore al cammino.
Nella conclusione del libro, distinta dai capitoli, questo messaggio viene ampliato e reso universale: il viaggio della vita acquista significato solo quando è attraversato da legami autentici, da connessioni reali, dal dono di sé.
Un libro che accompagna
Cittadino del Mondo – Ricordi e considerazioni su un viaggio mai finito non offre risposte definitive né formule precostituite. Offre, piuttosto, una compagnia. È un libro che cammina accanto al lettore, invitandolo a rileggere la propria storia con maggiore consapevolezza, compassione e apertura.
In un tempo che spesso confonde movimento con direzione, l’opera di Franco Novelli ricorda che il vero viaggio non è quello che ci porta lontano, ma quello che ci rende più presenti, più umani, più capaci di amare.



