L’Arte contro Hitler. E’ veramente di Picasso il dipinto antinazista?


Il Castello dei Conti Brancaleoni di Piobbico ha ospitato la Conferenza Internazionale “L’Arte in
Fuga da Hitler” , il tema vastissimo della memoria è stato il perno della serata, importante per riflettere non solo sull’arte e gli artisti, ma anche per portare testimonianza di quei tragici momenti per l’intera umanità; per tale motivo tra i numerosi sostenitori e patrocini tra i quali troviamo anche interventi di rappresentati dell’A.N.P.I. della Comunità ebraica di Ancona e dell’Associazione “I figli della shoah”.

Alla conferenza è intervenuto come moderatore della serata il vicepresidente UNPLI Matteo Martinelli; tra i relatori, storico Dr. Marco Renzi autore di vari volumi sulle stragi nazifasciste con aneddoti e testimonianze della resistenza compiute sulle terre di confine del Montefeltro e dell’area appenninica.
La straordinaria occasione ha visto lo svelamento in prima mondiale di un dipinto di un grande maestro del ‘900 che ha voluto rappresentare il volto di Hitler con oggetti ed elementi vietati dallo stesso dittatore, come a voler demonizzare mettendo in ridicolo la sua immagine.

A curare la presentazione sono intervenuti studiosi e ricercatori, tra cui l’esperta internazionale d’arte
Annalisa Di Maria che ha presentato lo studio stilistico, la ricerca storico-archivistica e l’accostamento
attributivo; è seguito l’intervento del perito calligrafo forense Stefano Fortunati per lo studio degli elementi di scrittura rintracciati nell’opera. Le analisi scientifiche e multispettrali e lo studio simbolico sono state illustrate dal ricercatore Andrea da Montefeltro. Lo studio del supporto, del pigmento, le analisi stilistiche e di comparazione hanno portato a presupporre la collocazione della realizzazione dell’opera tra il 1935-1937.

L’esperta d’Arte Annalisa Di Maria è concorde insieme agli altri esperti che l’opera non sia mai stata
catalogata e che sia stata dispersa per un lungo periodo, l’opera sarebbe un tributo fatto nei confronti
dell’artista Paul Klee, di cui quest’ultimo lo ricevette in dono; sono molti gli elementi che riconducono la
creazione dell’opera forse alla mano di Pablo Picasso. I due artisti, infatti avevano un’ammirazione reciproca e amicizia e si incontrarono in almeno due occasioni, tanto che nel 1914 Klee fa un tributo a Picasso e alla sua forma d’arte. Dalle parole della Di Maria :”Ovviamente non esistono presupposti tali al momento che ci portino ad attribuire l’opera con certezza a Picasso, sicuramente il dipinto e il suo studio dovranno essere ulteriormente approfonditi”. Scopo della conferenza è stato quello di presentare pubblicamente l’opera affinchè altri esperti possano studiarla fornendo il loro contributo. Aprendo un dibattito e confronto su un’opera che è rimasta per troppo tempo sconosciuta.

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