Body positive, per non essere più schiavi delle apparenze

Il vento sta cambiando? Finalmente ci stiamo liberando della schiavitù di corpi stereotipati e della pessima pratica di dileggiare chi non risponde ai canoni di un certo mondo consumistico ed effimero? Qualcosa si sta muovendo, anche grazie a movimenti sociali, nuove tendenze e sensibilizzazioni positive.

Milena Aulita (nella foto), modella transessuale potrebbe scrivere un libro sulla sua esperienza personale in fatto di come si sta (o non si sta) in un corpo. Con lei parliamo di ‘body positive’, un concetto nuovo, ma molto importante per i messaggi che veicola.

“La “body positive” è un movimento sociale creato per mettere in evidenza corpi non convenzionali solitamente rappresentati male dai media: lo ritengo di estrema importanza ed utilità. I canoni estetici che la società vorrebbe imporre li definisco limitatori, ritengo che ogni persona abbia una bellezza propria che “bello/a o brutto/a” siano concetti soggettivi”.

Ne sei un esempio vivente. “Ho sempre cercato nella mia vita di rompere certi schemi, l’esempio lampante sono i miei drastici cambiamenti. Volevo essere semplicemente me stessa e sentirmi felice, quindi ho accettato di mettermi contro tutto e tutti. Credo che lo stesso spirito dovrebbe possederlo ogni persona per poter progredire nella vita stessa”.

La body positive si contrappone drasticamente alla body shaming, il suo opposto. “C’è tanta discriminazione e cattiveria, generata a parer mio da certi messaggi subliminali che vengono passati dalla società in varie forme e dall’ignoranza e dalla mancanza di sensibilità verso gli altri”.

Bisogna comunque star bene con il proprio corpo: “Il proprio corpo va curato e rispettato, con la giusta predisposizione mentale e i giusti accorgimenti fisici si possono ottenere risultati. Spesso alla base della sofferenza di tante persone c’è una depressione di fondo, scatenata da ciò che propongono i media. Prendiamo Instagram: non è la vita vera ma molti non lo tengono a mente. Le foto sono studiate a tavolino, pose per poter risaltare vari lati corporei, make up, filtri, photoshop… elementi che possono creare la convinzione di una perfezione assoluta che in realtà non esiste perché siamo esseri umani e come tali siamo imperfetti”.

Spesso si parla anche di body neutrality: “Ho un’opinione tutta mia in merito. Credo che sia fondamentale un equilibrio tra mente e corpo e che sia indispensabile sentirsi in armonia con entrambi, ci sono casi in cui è richiesta più determinazione e caparbietà per raggiungere l’obiettivo. Pio ci sono cose che magari sono belle così come sono e che vanno valorizzate e amate perché ci rendono unici, i cosiddetti difetti ci contraddistinguono”.

Raccontaci di te, del tuo percorso. “Io ho sofferto tanto nella mia vita col mio corpo, ancora oggi porto avanti un lavoro con me stessa. Ci ho impiegato anni per imparare ad amarmi di più e col senno di poi oggi mi rendo conto che la maggior parte dei danni derivano proprio da ciò che mi circondava che non mi era d’aiuto. Stavo male continuamente, mi sentivo sbagliata ed insicura, ma poi un giorno è scattato qualcosa in me, mi son messa davanti allo specchio e con sincerità mi sono chiesta cosa mi facesse davvero vivere male e cosa fosse frutto di paranoie e insicurezze totalmente infondate e da lì è iniziata la mia rinascita.

Quando ho deciso il mio percorso, la mia rinascita, ho preso tutti quei pezzi che per anni le persone frantumano e ho ricostruito me stessa, con tanta fatica e impegno che solo passandoci lo si può comprendere. Rifarei tutto se tornassi indietro e in quanto modella cerco di rendermi un punto di riferimento proprio per ciò che ho sperimentato sulla mia pelle. E ne vado fiera”.

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