Baby Brooks, alt-model con l’arte nel sangue

Fatima Berrais, ma per tutti è Baby Brooks. Ha 25 anni ed è nata a Napoli “ma abito verso Milano”, precisa. Figlia di mamma napoletana e papà straniero, nipote d’arte (nonna cantante lirica e nonno regista), all’età di 6 anni si è trasferita nel milanese con mamma e nonna per lavoro. 
Nata da una famiglia con l’arte e lo spettacolo nel sangue, Fatima non poteva che ricevere la passione per il canto, la musica, la moda, il cinema e il disegno.
“Crescendo, è nato sempre di più il desiderio di trasformare la mia passione in lavoro, così a 14/15 anni iniziai a lavorare come modella sotto agenzia. Nei miei anni in agenzia non conoscevo affatto né il mondo alternativo nè il modeling freelance, pur sentendolo nominare continuamente da chi mi gestiva, con i consigli di starci alla larga, ecc. Ma essendo poco più di una adolescente in un mondo sconosciuto dovevo essere gestita e imparare. Col tempo mi resi conto che avevano dei canoni troppo diversi per me e i miei gusti, così lasciai l’agenzia e mi dedicai solo al canto. Per due anni i miei tatuaggi e i miei piercing mi avevano fatto sentire diversa e bloccata nel portare avanti la mia passione, così da obbligarmi a stopparmi e quasi a rinunciarci”.

Poi cosa è successo? “Un giorno per caso mentre guardavo CSI una puntata in cui si raccontava di una modella suicide morta, iniziai a interessarmi quel mondo, per me totalmente sconosciuto.
Fatte le mie ricerche mi sembrava quasi un sogno e che forse c’era ancora speranza ma non sapevo assolutamente come entrarci. Passó un’altro anno e per casualità il mio professore di informatica che era anche un fotografo e un producer iniziò a formarmi e provammo a fare il primo set suicide.
Da li fui seguita dalla Reptyle e iniziai a fare i miei primi set sia come suicide sia come modella normale fino ad arrivare a quello che sono oggi.

Disegno, letteratura, moda e fashion sono alcune delle sue passioni. Quando nel 2001 è stato fondato il sito di SuicideGirls Fatima aveva solo sei anni, “Guardavo la Melevisione, e ancora non ero in grado di capire quel mondo”.

Cosa vuol dire essere una SG? Praticamente essere una SG significava avere opportunità lavorative e di guadagno, ma anche rappresentare un’estetica nuova e di rottura rispetto agli schemi dominanti. Infatti, per me essere una SG rappresenta un tipo di bellezza non stereotipato.
Entrarne a far parte è stata una delle scelte più giuste che abbia fatto nella mia vita, perché mi ha stravolto ogni cosa, mi ha permesso di raggiungere i miei sogni, portandomi a quello che sono ora. In più sono contenta di far parte di un movimento che ha cambiato i canoni estetici attuali. È anche grazie al sito se ora tatuaggi e capelli colorati sono sdoganati e più presenti. Ma purtroppo questo tipo di modelle in Italia ancora non è considerato del tutto alla pari di quelle non tatuate, cosa che non accade nei paesi esteri.

Impulsiva, bipolare e dolce. Ma anche impaziente e solare sono gli aggettivi che più la rappresentano.

Chissà, tra qualche anno la vedremo come prima cantante e modella alternativa d’Italia.

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