{"id":63548,"date":"2025-11-17T18:02:52","date_gmt":"2025-11-17T17:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.livemag.it\/index.php\/2025\/11\/17\/car-t-un-nuovo-paradigma-nel-trattamento-dei-tumori\/"},"modified":"2025-11-17T18:02:52","modified_gmt":"2025-11-17T17:02:52","slug":"car-t-un-nuovo-paradigma-nel-trattamento-dei-tumori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.livemag.it\/index.php\/2025\/11\/17\/car-t-un-nuovo-paradigma-nel-trattamento-dei-tumori\/","title":{"rendered":"CAR-T, un nuovo paradigma nel trattamento dei tumori"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>FIRENZE (ITALPRESS) \u2013 A pi\u00f9 di 6 anni dall\u2019arrivo in Italia della prima terapia genica anticancro, le CAR-T (acronimo di Chimeric Antigens Receptor T-Cells), terapie avanzate basate sulla modifica e sul potenziamento dei linfociti T, che in questo modo riescono a riconoscere e aggredire le cellule tumorali, sono oramai una realt\u00e0 ben presente e utilizzata nella pratica clinica di numerosi Centri italiani. Le CAR-T come le conosciamo oggi sono solo il primo passo su un cammino in profonda evoluzione, e ancora molti sono gli interrogativi ai quali dare risposte. In questa prospettiva AIL \u2013 Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma ha deciso di proseguire il \u2018viaggi\u00f2 di CAR-T \u2013 Il futuro \u00e8 gi\u00e0 qui, con la tappa di Firenze. L\u2019incontro \u00e8 stato introdotto dai saluti istituzionali del Dottor Nicola Paulesu, Assessore Deleghe a Welfare, Accoglienza e Integrazione del Comune di Firenze. La campagna itinerante e online \u00e8 nata nel 2021, per informare pazienti, familiari, caregiver e specialisti, e migliorare la conoscenza, l\u2019accesso e la gestione dei trattamenti, con uno sguardo alle esperienze cliniche maturate, ai successi dei pazienti trattati e ai futuri ambiti di applicazione.<br \/>\u00abL\u2019arrivo delle CAR-T in Italia \u00e8 stato atteso per lungo tempo, e quando finalmente queste terapie si sono rese disponibili hanno generato molte aspettative e domande. AIL ha subito avvertito la necessit\u00e0 di scendere in campo con una informazione chiara e corretta: \u00e8 nata cos\u00ec la campagna \u201cCAR-T \u2013 Destinazione futuro\u201d, ideata con l\u2019obiettivo di fare educazione su queste innovative terapie cellulari \u2013 afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL \u2013 La prima edizione della campagna ha raggiunto 10 Regioni italiane con 11 tappe da nord a sud del Paese, grazie al sostegno delle sezioni locali AIL. Ma AIL \u00e8 consapevole che il viaggio nel futuro delle CAR-T continua: da qui la decisione di proseguire il \u201cviaggio\u201d con questa seconda edizione dell\u2019iniziativa e 4 nuove tappe. Anche se rimangono ancora molte sfide da affrontare per la ricerca e per i clinici e alcuni interrogativi importanti a cui dare risposte, le CAR-T rappresentano pi\u00f9 che una speranza concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, e il loro impiego sta ottenendo successi insperati fino a pochi anni fa in pazienti che non avevano pi\u00f9 alcuna possibilit\u00e0 terapeutica. In questo scenario, entusiasmante e in continua e veloce evoluzione, AIL \u00e8 decisa a restare al fianco dei pazienti e delle famiglie e vuole continuare a promuovere una informazione il pi\u00f9 possibile esaustiva e corretta che sia in grado di aiutare i pazienti e gli stessi medici verso le scelte terapeutiche pi\u00f9 sicure ed efficaci\u00bb.<br \/>Le CAR-T rappresentano la grande rivoluzione che sta cambiando gli scenari terapeutici nella lotta contro i tumori del sangue, e non solo. Il bilancio di 12 anni di studi \u00e8 eccezionale e la ricerca va sempre pi\u00f9 veloce: in Italia sono 5 le CAR-T approvate sulle 6 approvate in Europa, e con indicazioni in aumento nell\u2019adulto e nel bambino.<br \/>In Italia fino ad oggi sono stati trattati tra i 1.500 e i 1.800 pazienti: molti, considerando che la prima somministrazione risale al 2019 e che per un lungo periodo solo un Centro (presso l\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) \u00e8 stato autorizzato ad effettuare questi trattamenti. Attualmente sono circa 44 i Centri abilitati sul territorio nazionale.<br \/>\u00abLe cellule CAR-T rientrano nella categoria delle terapie avanzate: si tratta di terapie mirate, specifiche per un preciso recettore e altamente personalizzate \u2013 dichiara Alessandro Maria Vannucchi, Professore di Ematologia, Direttore SOD Ematologia, Direttore Dipartimento Oncologia AOU Careggi, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, Presidente SIES \u2013 Societ\u00e0 Italiana di Ematologia Sperimentale \u2013 Il termine CAR-T indica una immunoterapia che utilizza i linfociti T, una sottopopolazione di globuli bianchi che difendono dalle infezioni e dai tumori il nostro organismo, ma che nei pazienti con malattie del sangue non sono in grado di svolgere adeguatamente l\u2019azione di difesa contro le cellule tumorali. I linfociti T prelevati dal paziente vengono successivamente ingegnerizzati, ossia modificati geneticamente attraverso una procedura che porta alla costruzione del cosiddetto CAR, un recettore chimerico in grado di riconoscere il bersaglio espresso sulla superficie delle cellule tumorali. A questo punto i linfociti T ingegnerizzati vengono reinfusi nello stesso paziente e sono in grado di riconoscere il bersaglio da eliminare. Le terapie CAR-T attualmente rimborsate in Italia vengono utilizzate per alcune leucemie, come la leucemia linfoblastica acuta, per alcuni linfomi aggressivi quali il linfoma a grandi cellule B, il linfoma mantellare e il linfoma follicolare e di recente nel Mieloma Multiplo.<br \/>Le indicazioni sono diverse a seconda dello stadio di malattia, delle linee di trattamento effettuate in precedenza, dell\u2019et\u00e0 e della fitness del paziente\u00bb.<br \/>In crescita il numero dei pazienti con linfoma trattati con CAR-T e aumentano l\u2019efficacia e la sicurezza, mentre si riduce la tossicit\u00e0.<br \/>\u00abNel nostro sistema immunitario \u00e8 presente una classe di cellule, chiamate linfociti T, che hanno il compito di distruggere tutto ci\u00f2 che \u00e8 estraneo al nostro corpo. In pratica i linfociti T sono l\u2019arma principale che si pu\u00f2 utilizzare contro i tumori, dal momento che le cellule neoplastiche presentano caratteristiche peculiari che le rendono estranee all\u2019organismo e attaccabili dai linfociti T \u2013 spiega Monica Bocchia, Professoressa Ordinaria di Ematologia, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze, Universit\u00e0 degli Studi di Siena; Direttrice UOC Ematologia, AOU Siena \u2013 Il primo passo verso questa strategia \u00e8 stata la messa a punto degli anticorpi monoclonali che si legano a specifici bersagli (antigene) presenti sulla superficie delle cellule tumorali. Negli anni si \u00e8 riusciti a rendere gli anticorpi monoclonali sempre pi\u00f9 efficienti fino alla messa a punto di anticorpi monoclonali bi-specifici, un\u2019altra rivoluzione dell\u2019immunoterapia. Infine, dopo anni di ricerche, sono stati sviluppati i cosiddetti anticorpi monoclonali inibitori dei checkpoint. Da ultimo sono arrivate le CAR-T, seguite dallo sviluppo di altre terapie ancora pi\u00f9 innovative che sono in arrivo: i farmaci in grado di inibire specificamente un determinato gene mutato, farmaci specifici e mirati che non distruggono la cellula leucemica, ma attraverso l\u2019inibizione genica ne promuovono la differenziazione e la normale maturazione.<br \/>Una nuova speranza nei pazienti pi\u00f9 anziani e fragili in quanto si tratta di farmaci meno tossici rispetto alla chemioterapia\u00bb.<br \/>Le cellule CAR-T rappresentano un eccezionale modello di ricerca traslazionale nei tumori del sangue, e sono tra le terapie pi\u00f9 innovative ad oggi disponibili. \u00abChe le cellule T fossero un\u2019arma estremamente potente \u00e8 noto da decenni ma la possibilit\u00e0 di poterle utilizzare efficacemente contro le cellule tumorali si \u00e8 realizzata grazie alle tecnologie di bioingegneria e di ingegneria genetica che hanno permesso di modificare la modalit\u00e0 con cui la cellula T riconosce il bersaglio, attraverso il recettore chimerico CAR e di riprodurre la sua espressione sulla totalit\u00e0 delle cellule T ingegnerizzate \u2013 afferma Francesco Annunziato, Professore Ordinario di Patologia generale, Direttore Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Direttore, SODc Diagnostica citofluorimetrica e immunologica, AOU Careggi, Firenze \u2013 Questa fase ha richiesto anni di ricerca di base sfociata in studi clinici di fase I, II e III. Ora l\u2019obiettivo \u00e8 quello di migliorare questo farmaco biologico: stiamo cercando di capire attraverso l\u2019applicazione della terapia cellulare sul paziente come questo \u2018farmac\u00f2 possa essere migliorato.<br \/>Sappiamo che \u00e8 un approccio estremamente efficace, eppure non tutti i pazienti trovano beneficio dalla terapia e in alcuni casi, a fronte di una risposta iniziale efficace, poi cadono nuovamente nella malattia. Sar\u00e0 importante capire per quale motivo alcuni pazienti non rispondono in maniera adeguata o perch\u00e8 in alcuni di loro la malattia si ripresenta. Questo processo di conoscenza viene definito \u2018reverse translation\u2019, cio\u00e8 si parte dalla base per arrivare ad una applicazione clinica, poi si osserva l\u2019applicazione clinica per capire come provare a migliorare la cellula CAR-T. Questo processo accelera lo sviluppo di nuove cure e migliora quelle gi\u00e0 disponibili. Oggi siamo alla quarta generazione di cellule CAR-T con le ultime due, modificate per migliorarne l\u2019efficacia e la durata in vivo, ancora in fase di sperimentazione\u00bb.<br \/>I risultati sorprendenti ottenuti nel Mieloma Multiplo riflettono la consistente efficacia della terapia CAR-T, che attraverso l\u2019impiego del sistema immunitario del paziente \u00e8 in grado di superare i meccanismi di resistenza delle cellule tumorali ai farmaci convenzionali, e sottolineano come essa sia in grado di colmare, anche se non completamente, un insoddisfatto bisogno clinico di pazienti con una prognosi molto sfavorevole.<br \/>\u00abLe CAR-T hanno trasformato la visione terapeutica del mieloma multiplo da terapia palliativa a terapia potenzialmente \u2018disease-modifying\u2019 \u2013 sottolinea Elisabetta Antonioli, Dirigente Medico SODc Ematologia, AOU Careggi Firenze \u2013 Prima dell\u2019era CAR-T, i pazienti refrattari tripli (IMID + PI+ anti-CD38) avevano una sopravvivenza media inferiore ai nove mesi. Oggi, con le CAR-T, la sopravvivenza pu\u00f2 superare i 2-3 anni, con casi di remissioni prolungate e MRD negativit\u00e0. E\u2019 necessario, tuttavia, un nuovo approccio organizzativo per la presa in carico di questi pazienti che deve essere multidisciplinare (ematologi, cardiologi, intensivisti, neurologi, farmacisti ospedalieri) e per le strutture che somministrano queste CAR-T, i pazienti devono essere gestiti in centri accreditati per la manipolazione cellulare e la gestione delle tossicit\u00e0 specifiche (CRS, ICANS). Dopo l\u2019infusione, \u00e8 obbligatorio passare da un follow up intensivo a una sorveglianza a lungo termine, con monitoraggio di malattia minima residua e tossicit\u00e0 tardive\u00bb.<br \/>Le terapie CAR-T si stanno dimostrando importanti anche nelle malattie linfoproliferative per le quali hanno profondamente cambiato lo scenario terapeutico, in particolare dei linfomi, offrendo ai pazienti nuove prospettive di cura in situazioni che, fino a poco tempo fa, avevano prognosi molto sfavorevoli. In Italia, al 2025, queste terapie sono disponibili per alcuni sottotipi di linfomi e in momenti terapeutici diversi, a seconda del tipo di malattia e della risposta alle terapie precedenti.<br \/>\u00abAlcune CAR-T sono utilizzabili gi\u00e0 a partire dalla seconda linea di trattamento, altre dalla terza o dalla quarta linea, configurando un panorama terapeutico in progressiva espansione \u2013 dice Benedetta Puccini, Dirigente Medico di Ematologia, SODc di Ematologia Dipartimento di Oncologia, AOU Careggi Firenze e Coordinatrice Gruppo Oncologico Multidisciplinare per le Malattie Linfoproliferative \u2013 Nel linfoma diffuso a grandi cellule B la terapia con axicabtagene citoleucel \u00e8 autorizzata gi\u00e0 dalla seconda linea di trattamento nei pazienti refrattari alla prima linea o che presentano una recidiva entro 12 mesi dal termine della chemioterapia. Axicabtagene citoleucel, lisocabtagene maraleucel e tisagen lecleucel sono approvate anche in terza linea, per i pazienti che recidivano pi\u00f9 tardivamente o non rispondono alle terapie successive. Anche il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B rientra in queste indicazioni in questo sottotipo, le stesse CAR-T possono essere impiegate in terza linea. Per i linfomi follicolari, in Italia oggi sono disponibili due terapie CAR-T: axacabtagene ciloleucel in quarta linea e tisagenlecleucel maraleucel in terza linea, con risposte durature e tassi di remissione completi in quota importante di pazienti con malattia recidivata o refrattaria. Nel linfoma mantellare \u00e8 approvata brexucabtagene autoleucel, indicata per i pazienti recidivanti o refrattari dopo due o pi\u00f9 linee di terapia sistemica che includano un inibitore di BTK. Dopo diversi anni di utilizzo clinico, i risultati ottenuti con le CAR-T sono ormai consolidati. In pazienti con linfomi refrattari o recidivati, le percentuali di risposta globale superano spesso il 40-50%, con un numero crescente di remissioni complete e durature. Ci\u00f2 ha permesso di trasformare l\u2019obiettivo terapeutico: da una terapia palliativa a un trattamento potenzialmente curativo, capace di modificare la storia naturale della malattia\u00bb.<br \/>Nel nostro Paese da punto di vista normativo le CAR-T in commercio sono classificate come farmaci, e la loro somministrazione \u00e8 normata dall\u2019Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che impone l\u2019utilizzo clinico della terapia CAR-T nell\u2019ambito di un programma trapianti di midollo che abbia ricevuto l\u2019accreditamento per trapianto allogenico JACIE 7.0 o superiori.<br \/>\u00abI centri, pediatrici e adulti, per poter essere autorizzati alla somministrazione delle terapie CAR-T, devono essere in possesso di specifici requisiti organizzativi e infrastrutturali, quali ad esempio: disporre di un Programma Trapianti certificato dal Centro Nazionale Trapianti con una Unit\u00e0 di Raccolta PB e una Unit\u00e0 di manipolazione e criopreservazione, un\u2019Unit\u00e0 clinica di erogazione della terapia con personale qualificato e  adeguatamente formato in accordo con le Direttive UE e JACIE \u2013 puntualizza Chiara Nozzoli, Responsabile programma Trapianti di cellule staminali emopoietiche e Terapie cellulari, SODc Ematologia, AOU Careggi, Firenze \u2013 Tra i requisiti richiesti vi sono la disponibilit\u00e0 di una Terapia Intensiva integrata nel progetto e la presenza di un Team multidisciplinare che include diverse figure professionali mediche coinvolte nel percorso del paziente dalla candidatura alla gestione delle complicanze precoci e tardive. Per implementare un programma di CAR-T in una struttura ospedaliera la sfida \u00e8 sicuramente onerosa in termini di personale, posti letto, ambulatori e risorse economiche. Fondamentale il concetto di rete nel modello di gestione del trattamento con CAR-T: i centri referral e il centro HUB devono interagire non solo per la candidatura del paziente, ma anche per la condivisione del follow up post terapia\u00bb.<br \/>La terapia con cellule CAR-T ha cambiato radicalmente la cura di alcune forme di leucemia, linfoma e mieloma multiplo, consentendo risposte durature anche in pazienti che non avevano pi\u00f9 alternative.<br \/>\u00abIl team multidisciplinare \u00e8 davvero centrale nel percorso delle CAR-T, perch\u00e8 si tratta di una terapia che non coinvolge solo l\u2019oncoematologo, ma richiede competenze specialistiche trasversali e un team infermieristico altamente formato \u2013 evidenzia Ilaria Cutini, Dirigente Medico SOD Ematologia, AOU Careggi, Firenze \u2013 Possiamo distinguere due livelli di CAR-T Team. Il primo \u00e8 dedicato alla gestione delle complicanze precoci post-infusione, composto da trapiantologo, intensivista, neurologo e farmacista, che intervengono quando si manifestano effetti collaterali come la CRS e ICANS. Il secondo team interviene invece in una fase pi\u00f9 avanzata del percorso, ed \u00e8 orientato alla valutazione della risposta al trattamento e alla definizione del percorso di follow up pi\u00f9 appropriato. La terapia CAR-T \u00e8 un percorso clinico complesso e il Team multidisciplinare garantisce che ogni fase sia sicura, coordinata e coerente\u00bb.<br \/>Uno degli aspetti da valutare, riguardo alla diffusione delle CAR-T, \u00e8 il costo elevato di queste terapie, come mette in luce Sara Galimberti, Professoressa Ordinaria, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Universit\u00e0 di Pisa; Direttrice UOC Ematologia, AOU Pisana. \u00abIl costo delle immunoterapie innovative (CAR-T e bispecifici) \u00e8 certamente elevato, ma \u00e8 altres\u00ec frutto di investimenti in tecnologie avanzate ed ampie sperimentazioni realizzate negli anni recenti dalle industrie farmaceutiche produttrici che cercano di espandere questo tipo di terapia a sempre ulteriori patologie, anche non strettamente onco-ematologiche, che al momento non dispongono di trattamenti efficaci. Sarebbe necessario \u2013 conclude Galimberti \u2013 garantirne l\u2019accesso equo su tutto il territorio nazionale e l\u2019appropriatezza prescrittiva, ragionando non solo in termini di costo del prodotto, bens\u00ec di costo\/efficacia, perch\u00e8 le CAR-T rappresentano oggi un\u2019opportunit\u00e0 terapeutica che offre sopravvivenze e buona qualit\u00e0 di vita a molti pazienti che altrimenti vedrebbero ridotta la speranza di vita in buona salute\u00bb.<br \/>Enormi l\u2019impegno e il lavoro della sezione AIL Firenze ODV, al servizio della comunit\u00e0 ematologica del territorio da molti anni, vicina concretamente con molte decine di volontari ai bisogni dei pazienti e dei loro familiari, sostenendo in particolare i pi\u00f9 vulnerabili e da sempre impegnata a sostenere la ricerca scientifica sui tumori del sangue.<br \/>\u00abAIL Firenze ha la possibilit\u00e0 di accogliere gratuitamente in 22 stanze della Casa di Accoglienza intitolata al Professor Rossi Ferrini, i pazienti e le loro famiglie in cura presso i centri ospedalieri di Careggi e Meyer \u2013 racconta Alberto Bosi, Presidente AIL Firenze, Professore Ordinario Onorario di Malattie del Sangue, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze \u2013 Da gennaio a settembre 2025 abbiamo ospitato circa 7.300 persone, con un\u2019affluenza giornaliera media di 27 persone; dal 2010 al 2015, un totale di oltre 195.000 presenze. Circa il sostegno alla ricerca, AIL Firenze collabora con la Cattedra di Ematologia dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze, diretta attualmente dal professor Alessandro Maria Vannucchi, e nel 2025 abbiamo contribuito con un sostegno, ad oggi, di circa 70.000 euro\u00bb.<br \/>Le attivit\u00e0 dell\u2019edizione 2024-2025 della campagna \u201cCAR-T \u2013 Il futuro \u00e8 gi\u00e0 qui\u201d realizzata con il sostegno non condizionante di Bristol Myers Squibb, Gilead Sciences e Johnson&amp;Johnson, prevedono una landing page dedicata all\u2019interno del sito dell\u2019AIL (www.ail.it) con le pi\u00f9 importanti informazioni e gli aggiornamenti relativi alle terapie CAR-T, insieme a una mappa dei Centri autorizzati alla somministrazione. <br \/>-foto Italpress-<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE (ITALPRESS) \u2013 A pi\u00f9 di 6 anni dall\u2019arrivo in Italia della prima terapia genica anticancro, le CAR-T (acronimo di Chimeric Antigens Receptor T-Cells), terapie avanzate basate sulla modifica e sul potenziamento dei linfociti T, che in questo modo riescono a riconoscere e aggredire le cellule tumorali, sono oramai una realt\u00e0 ben presente e utilizzata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":63549,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"jnews_social_meta":[],"jnews_override_counter":[],"jnews_post_split":[],"footnotes":""},"categories":[1129],"tags":[],"class_list":["post-63548","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mondo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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