Indira Acosta, modella femminista attivista: “Il Venezuela, schiacciato da una narcotirannia”

Sono Indira Acosta Arismendi, si con due cognomi. Sono una donna venezuelana che da poco ha ripreso con “gli scatti”. Tutto è iniziato dopo la pubblicazione sui miei social qualche foto delle vacanze estive, e come per magia ho iniziato a ricevere proposte di shooting, una più particolare dell’altra e per essere sincera, ho iniziato a prenderci gusto… Queste esperienze mi hanno fatto capire che per riuscire a conoscersi bisogna mettersi alla prova ed uscire della zona di confort soprattutto quando sei straniero e devi inserirti in una società e cultura totalmente diversa a quella dove sei cresciuta.

Oggi mi ritrovo innamorata della fotografia e tutto il mondo che c’è dentro, la cura di ogni dettaglio che rende uno scatto qualunque in una immagine che ti rimane impresa, anche grazie ai fotografi meravigliosi che in ogni shooting mi fanno vivere un’esperienza sempre diversa ma molto gratificante. Vorrei anche definirmi come una femminista fedele e sarebbe bellissimo con il tempo essere di inspirazione a tutte quelle donne che si sentono sotto pressione o magari deluse con se stesse per il fatto che non sono riuscite a essere donne in carriera, mogli, mamme, e addirittura tutto allo stesso tempo!

Ognuna di noi è diversa, e dobbiamo sviluppare i nostri talenti, quello che ci rende uniche, essere felici e amarci per quello che siamo ma alla ricerca di migliorarci continuamente.

Come detto arrivo dal Venezuela. Forse per voi è praticamente impossibile credere che in questo momento il popolo venezuelano ha e deve avere più paura degli uomini in divisa che dei delinquenti stessi: questo regime criminale è arrivato ai livelli più bassi delle forze armate che reprimono, sequestrano e torturano le persone che protestano e lo dico perché l’ho vissuto sulla mia pelle e ho deciso di parlare solo di questo argomento piuttosto che della fame e del modo come stanno morendo ogni ora persone per mancanza di alimenti e di medicinali perché già qualcuno potrà dare la colpa ad altri paesi.

Voglio solo dire come venezuelana che purtroppo il mio popolo, i civili disarmati non potranno mai e poi mai uscire da questo incubo da soli senza un aiuto estero, con persone in divisa che solo hanno come ordine difendere questo disastro a qualsiasi costo, e ora per tutti i paesi capire che al “fare politica” ed essere neutrali danno ossigeno a una dittatura che sta massacrando al suo popolo.

Il nostro presidente incaricato Juan Guaidò (non autoproclamato come parlano tanti telegiornali) ha preso quell’incarico sotto il mandato della costituzione nazionale visto che era più che ovvio che le elezioni in cui avevano dato come vincitore al Signor Maduro sono state imbrogliate, tanto è vero che i centri elettorali erano vuoti, non permettevano i mezzi di comunicazione a meno di 500 metri di distanza e ha vinto con una cifra maggiore dei voti ottenuti da Chavez. Per questo si parla di usurpazione di potere. Mi auguro che la comunità internazionale non continui a essere indifferente al dramma di un popolo che si trova sotto lo stivale d’una narcotirannia.

Indira Acosta Arismendi

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