I turchi chiudono la Pernigotti, si tengono il marchio ma produrranno altrove

Dopo 158 anni di storia e tradizione italiana la fabbrica Pernigotti di Novi Ligure chiuderà i battenti. Non per crisi, né per problemi di produzione. I proprietari che avevano acquistato la fabbrica nel 2013 hanno deciso di delocalizzare pian piano – la crema spalmabile era già prodotta in Anatolia – fino alla completa chiusura dello stabilimento in provincia di Alessandria, con conseguente perdita di posti di lavoro. I sindacati stimano che un centinaio di persone resterà senza lavoro.

I proprietari. Sono i fratelli turchi Toksöz, produttori dolciari con marchi sconosciuti in Italia. Nel 2013 la svolta, con l’acquisizione della Pernigotti per avere tra i brand uno made in Italy, e spenderlo nel modo sia sul mercato retail sia su quello dei preparati per gelati.

Nelle intenzioni dei turchi c’era l’espansione della Pernigotti nell’Estremo Oriente, e pure negli Stati Uniti. Ma dopo cinque anni il cioccolato non sarà più novese e neppure italiano. Sugli scaffali si troveranno i prodotti a marchio Pernigotti, ma arriveranno già confezionati dalla Turchia.

E’ l’ennesimo caso di eccellenza italiana acquistata dagli stranieri per il nome e per le conoscenze industriali. La produzione costa meno altrove, quindi… I politici dovrebbero riflettere su questo nuovo fallimento.

I sindacati non si arrendono, ma le speranze sembrano ridotte al lumicino.

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