L’arte tessile di Afran che dà vita al denim

Nella settimana del Miart e del Salone Internazionale del Mobile, giovedì 12 aprile alle 18, si inaugura una mostra d’arte molto particolare, in cui già forme dell’ingegno umano vengono rimodellate e trasformate, quasi prendono vita. Al CAM di corso Garibaldi 27 a Milano, Afran espone le sue opere tessili. Da una decina di anni ha introdotto il tessuto nella sua espressione artistica dando una particolare rilevanza al denim.

Le problematiche identitarie che vive la nostra contemporaneità sono sempre state alla base della sua indagine. Nell’aria del post modernismo, della modernità liquida e ultimamente della post verità, Afran ha identificato nel jeans il simbolo più eloquente per raccontare le contraddizioni e la complessità di quest’epoca. Grazie alle sue potenzialità plastiche, il jeans diventa per l’artista une specie di piattaforma in cui ognuno può plasmare la propria identità. Una specie di grado zero.

Afran, Francis Nathan Abiamba, nasce a Bidjap, in Camerun nel 1987. Dopo aver frequentato l’Istituto di Formazione Artistica di Mbalmayo, si diploma in ceramica. Coltiva la pittura, sua grande passione, presso gli atelier dei più grandi pittori camerunesi e congolesi. Nel 2006 si apre all’arte contemporanea grazie a Salvatore Falci, professore di arti visive all’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo.

Conta più di una presenza in mostre alla triennale di Milano e ha ricevuto numerosi premi internazionali d’arte tra cui il premio Liliana Nocera della Permanente di Milano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.