Donne e tifo, l’altra faccia del pallone

Essere una juventina napoletana non dev’essere facile, specie in questi ultimi anni di rivalità. Nonostante un padre tifosissimo che la portava in curva B e agli allenamenti, Caterina Autiero ha seguito il cuore, controcorrente: “Maradona mi aveva delusa come uomo: un grande campione, ma poco disponibile con i tifosi”, racconta la juventina sfegatata, “Era anche il momento di Roby Baggio e sopratutto di Del Piero”.
Ma per Caterina la piazza di Napoli si fa sempre più ostica: “La Juve è vista come il male assoluto, l’astio crescente mi ha fatto scegliere di lasciare la città”.

E così è andata dove l’ha portata il cuore: a Torino in cui poter conciliare il lavoro (insegnante e giornalista) e la grande passione per la Vecchia Signora: “Non dovevo più nascondere la mia juventinità”, scherza, “Posso seguire la mia squadra tutte le domeniche, in curva ovviamente: altro che accredito stampa”
La super jventina non poteva che finire a Top Planet, la TV bianconera, e poi ad approdare a Gol di Tacco a spillo, (www.golditacco.it) il calcio visto dalle donne (ma non solo per loro).
Sui tacchi alti la partita si vede meglio? “Durante la partita la donna tifosa non è diversa, ma forse nel pre e nel post partita ha un approccio più psicologico, intimistico verso il calciatore”.
Da tifosa e napoletana la scaramanzia non manca: “Ho i miei riti, da passare nello stesso tornello, a indossare gli stessi slip… ma non sono una di quelle che non pronuncia la parola ‘scudetto’”.

Un’altra collaboratrice di Gol di tacco a spillo è la novese Claudia Carregache molti alessandrini ricorderanno per aver lavorato all’Alessandria Calcio ai tempi di Gianni Bianchi: “La mia passione è sempre stata la scrittura e lo sport, calcio e pallavolo in primis. Ho sempre tifato e seguito tantissimo”. Ma come per Caterina, anche Claudia non ha seguito la squadra di famiglia: “In casa mia sono tutti juventini, ma da quando avevo otto anni mi sono innamorata dei colori della Samp. La maglia mi ha sempre incuriosita ed ho iniziato a seguirla facilitata anche, probabilmente dagli anni d’oro”.

Così ai tempi del’università a Genova il ‘Ferraris’ diventa la sua seconda casa… Collaboratrice sportiva per vari giornali locali, scrive su Gol di tacco ovviamente per i blucerchiati.

C’è differenza tra il tifo maschile e femminile? “Mah, non credo, nel senso che spesso il tifoso uomo parte dal presupposto di capire di calcio a prescindere, ma non sempre è così. La donna che parla di calcio è vista sempre con occhio diffidente”.

“Essere tifoso non vuol dire necessariamente essere competente”, chiosa Caterina.

 

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